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Il lapislazzuli, colore del Buddha della Medicina

Perché il Buddha della Medicina è blu, da dove viene la pietra e come viene usata nell’arte.

Thangka tibetana
Thangka tibetana · 1687–1703 · Desi Sangye Gyatso

Il sutra descrive il Buddha della Medicina che irradia una luce simile al vaiḍūrya. La parola viene spesso tradotta con lapislazzuli, anche se gli studiosi discutono ancora di quale pietra si tratti esattamente (alcuni pensano al berillo). In ogni caso la tradizione lo raffigura di un blu intenso.

Una pietra che viene da lontano

Il lapislazzuli più celebre proviene dalle miniere di Sar-i Sang, nel Badakhshan (Afghanistan), sfruttate fin dall’antichità. Ridotta in polvere, la pietra dava il blu oltremare, un pigmento raro e costoso usato sia nei thangka sia nella pittura europea.

Un simbolo

Il blu del lapislazzuli evoca profondità, purezza e limpidezza. Nell’iconografia distingue subito il Buddha della Medicina dalle altre figure.

Negli oggetti

  • Mala di 108 grani di lapislazzuli, spesso usati per recitare il suo mantra.
  • Gioielli e ciondoli.
  • Thangka in cui il blu è talvolta ottenuto con pigmenti minerali.

Questo sito non attribuisce alle pietre alcuna proprietà per la salute: sono presentate per la loro bellezza e il loro simbolismo.

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