Yakushi-ji: il tempio nato da un voto per guarire un'imperatrice
Nel 680 un imperatore fa voto di costruire un tempio. Tredici secoli dopo, una pagoda del 730 è ancora in piedi a Nara.

Il tempio più famoso dedicato a Yakushi Nyorai, a Nara, ha origine da un atto di devozione molto umano: un uomo che prega per la moglie malata.
Il voto dell'imperatore
Secondo la tradizione, nel 680 l'imperatore Tenmu fa voto di costruire un tempio per ottenere la guarigione della consorte, la futura imperatrice Jitō, gravemente malata. Muore prima del completamento dei lavori (686); Jitō li prosegue, e il tempio è terminato sotto l'imperatore Monmu. In origine si trovava a Fujiwara-kyō, l'antica capitale. Nel 718, quando la capitale diventa Heijō-kyō (Nara), il tempio è trasferito nella sua sede attuale.
Una pagoda di «musica congelata»
La pagoda orientale (Tōtō), del 730, è l'unico edificio originale del tempio che sussista. Ha tre piani, ma sembra averne sei, perché ogni livello è dotato di un piccolo tetto intermedio (mokoshi). Questa alternanza di tetti grandi e piccoli ha dato alla pagoda una silhouette leggera. Si racconta che l'americano Ernest Fenollosa, nell'Ottocento, l'abbia descritta come «musica congelata»: la frase è celebre, ma la sua attribuzione esatta è incerta.
La triade di bronzo
Il padiglione d'oro (Kondō) ospita la triade di Yakushi Nyorai, affiancato da Nikkō e Gakkō, in bronzo scuro, classificata tesoro nazionale. Il piedistallo è famoso: viti ad arabesco, motivi di ispirazione persiana e figure che richiamano l'arte dell'Asia centrale. È stato commentato come un esempio della via della seta giunta fino a Nara.
Prove e rinascite
Gli edifici hanno subito incendi e guerre. Un incendio del 1528 ha distrutto gran parte degli edifici originali. L'attuale padiglione d'oro risale al 1976, la pagoda occidentale al 1981, e altri edifici sono seguiti: l'insieme è un lavoro di pazienza condotto da monaci e artigiani del Novecento con le tecniche originali. Il tempio fa parte dei «monumenti storici dell'antica Nara», iscritti nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1998.
Xuanzang e lo Yakushi-ji
Il tempio è legato alla scuola Hossō, erede dell'insegnamento di Xuanzang, lo stesso monaco la cui traduzione del sūtra è la più letta. Un santuario del tempio, il Genjō Sanzō-in, gli è dedicato, e il pittore Hirayama Ikuo vi ha realizzato un grande affresco sul suo viaggio verso occidente. Il cerchio così si chiude: un monaco traduce il testo nel VII secolo, un tempio fondato a Nara per lo stesso Buddha ne conserva la memoria.
Oggi
Lo Yakushi-ji si visita tutto l'anno; orari e tariffe sono sul suo sito ufficiale. Propone copie di sūtra (shakyō), sigilli di pellegrinaggio (goshuin) ed eventi stagionali. Per il pellegrinaggio nel Giappone occidentale, vedi i templi Yakushi del Giappone.
Fonti
Sito ufficiale dello Yakushi-ji; UNESCO, Monumenti storici dell'antica Nara (1998); Ministero della Cultura giapponese, schede dei tesori nazionali. Le date di fondazione sono quelle della tradizione del tempio.
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