Gli oggetti del Buddha della Medicina: a che cosa servono?
Statua, thangka, mala, ciotola, lampada, incenso: il ruolo di ciascun oggetto in una tradizione, senza promesse magiche.

Molti oggetti del catalogo vengono dallo stesso universo: una statua su un altare, un mala in mano, una lampada davanti all'immagine. A che cosa serve ciascuno, secondo la tradizione?
La statua e il thangka
Sono supporti: ricordano la presenza del Buddha e aiutano a visualizzare. Nelle tradizioni tibetane la statua è spesso riempita di mantra arrotolati e di sostanze sacre, poi consacrata. Vedi scegliere una statua e le statue.
Il mala
Una collana di 108 grani (o 21 o 27) per contare le recitazioni. I grani di lapislazzuli evocano il colore del Buddha; gli altri materiali comuni sono il legno, il seme di bodhi o il cristallo. I mala del catalogo sono classificati per materiale.
Le offerte d'acqua
Sette ciotole d'acqua limpida, allineate davanti all'immagine, sono un'offerta tibetana classica. Simboleggia l'ospitalità (acqua da bere, acqua per lavarsi, fiori, incenso, luce, profumo, cibo). L'acqua è rinnovata ogni mattina.
La lampada
La luce è al centro del sūtra. Le lampade a burro (o a olio) sono accese come offerta; il testo di Xuanzang parla di quarantanove lampade per un rito preciso. La maggior parte dei praticanti di oggi si accontenta di una fiamma o di una candela.
L'incenso
Purifica l'aria e scandisce il tempo della pratica. In Giappone, bastoncini d'incenso sono bruciati davanti a Yakushi nei templi.
La campana e il vajra
La campana (gantā) evoca la saggezza e il vajra il metodo: insieme sono tenuti nelle mani del praticante tibetano durante certi riti. Non sono indispensabili per una pratica semplice.
La bandiera, il libro, il disco musicale
Le bandiere di preghiera portano mantra; i libri, il sūtra; la musica, recitazioni. Vedi libri e musica.
Come trattarli
La tradizione chiede di trattarli con rispetto: non si colloca un'immagine del Buddha direttamente sul pavimento né in un luogo sporco, e non la si calpesta. Vedi allestire un altare.
Fonti
Usi comuni della tradizione tibetana, cinese e giapponese; Raoul Birnbaum, The Healing Buddha (1979). Le pratiche variano da una scuola all'altra.
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