La terra pura d'Oriente: Vaiḍūryanirbhāsa, il paese di luce di lapislazzuli
Oltre mondi numerosi come i granelli di sabbia del Gange: una terra il cui suolo è una pietra azzurra e che si può raggiungere, dice il sūtra, con il pensiero.

Molti conoscono la Terra Pura d'Occidente, quella del Buddha Amitābha. Meno conoscono la sua sorella d'Oriente, dove regna Bhaiṣajyaguru: Vaiḍūryanirbhāsa, «Pura Luce di Lapislazzuli».
Dove si trova?
Secondo il sūtra, si trova a Oriente, al di là di dieci volte tante terre di Buddha quanti sono i granelli di sabbia nel Gange. Non è una distanza in chilometri ma un'immagine: un paese così lontano che si può raggiungere solo con il pensiero e con il merito.
Com'è?
Il suolo è di lapislazzuli; corde d'oro delimitano i sentieri. Le mura, le torri, i palazzi, i portici sono fatti dei sette gioielli. Vi si trova, secondo il testo, la stessa bellezza che nella terra di Amitābha, a occidente. Il testo la descrive senza cattive destinazioni e senza sofferenza. Due bodhisattva sono al suo fianco: Sūryaprabha (Nikkō, «luce del sole») e Candraprabha (Gakkō, «luce della luna»). Sono i capi della moltitudine dei bodhisattva di questa terra.
Rinascere laggiù, o solo pensarci
Un'idea del sūtra è importante: la possibilità di rinascere in questa terra pura, come in quella di Amitābha. Il sūtra dice anche che coloro che, in prossimità della morte, hanno udito il nome di Bhaiṣajyaguru sono guidati da otto bodhisattva verso questa terra. È una consolazione per i morenti quanto una speranza per i vivi.
Un paradiso sui muri: le grotte di Dunhuang
Il tema è stato dipinto a Dunhuang, alle porte del deserto del Gobi, nelle grotte di Mogao, dove affreschi dell'epoca Tang e dei periodi successivi rappresentano la terra pura di Bhaiṣajyaguru: un Buddha su un trono, circondato da bodhisattva e da architetture dai tetti ricurvi, con la scena dei dodici voti e delle «nove morti premature». Questi dipinti sono oggi testimoni importanti dell'arte buddhista dell'Asia centrale.
Un mondo blu in Giappone
I pittori giapponesi hanno rappresentato questa terra azzurrina su rotoli e sui piedistalli delle statue. Il padiglione d'oro dello Yakushi-ji, a Nara, ha un piedistallo di straordinaria ricchezza, con arabeschi di vite e figure venute dalla via della seta: un pezzo di Asia centrale sull'isola del Sol Levante. Vedi Yakushi-ji.
Che cosa significa «terra pura»?
Nel Mahāyāna, una terra pura è il campo d'azione di un Buddha: uno spazio formato dai suoi voti e dal suo merito, dove è più facile praticare. Molti insegnanti la intendono insieme come un luogo lontano e come lo stato d'animo del praticante. Per questo si può anche dire che il lapislazzuli, nel sūtra, è prima di tutto un linguaggio di chiarezza.
Fonti
Sūtra del Maestro della Medicina (Xuanzang, Taishō 450); Raoul Birnbaum, The Healing Buddha (1979); Accademia di Dunhuang (grotte di Mogao). Le rappresentazioni esatte variano a seconda delle grotte e delle epoche.
Leggi l’articoloIl lapislazzuli, il colore del Buddha della Medicina