Angkor: il re che fece costruire centodue ospedali sotto lo sguardo del Buddha della Medicina
Nel 1186, una stele di pietra racconta una rete di ospedali reali in tutto l’impero khmer, posti sotto la protezione di Bhaiṣajyaguru.

Nel XII secolo, il re Jayavarman VII (circa 1122-1218) fa della compassione una politica di Stato. Tra le sue opere: una strada, case di riposo per i viaggiatori e soprattutto una rete di ospedali. Il testo che ne parla è inciso in sanscrito su una grande stele del tempio di Ta Prohm, datata 1186.
Che cosa dice la stele
L’iscrizione di Ta Prohm (K. 273) indica che il re fonda centodue ārogyaśālā, letteralmente «case della salute», distribuiti in tutto il regno. Elenca le provviste annuali di riso, di vesti, di oggetti di culto e di sostanze medicinali, e il personale assegnato a ciascun istituto. L’iscrizione menziona anche la divinità tutelare di ogni casa.
Il Buddha della Medicina, protettore
Ogni ospedale ha per divinità Bhaiṣajyaguru-vaiḍūrya-prabha, il Buddha della Medicina, circondato da due bodhisattva, Sūryavairocana e Candravairocana, che fanno eco ai bodhisattva del sole e della luna della tradizione cinese e giapponese. È una delle più antiche prove di un culto di Stato del Buddha della Medicina nel Sud-Est asiatico, e una delle rare attestazioni, attraverso un testo preciso, di questa triade.
Oltre Angkor
Altre stele confermano che il programma fu applicato fuori dalla capitale. La stele di Say Fong, trovata nell’attuale Laos, vicino a Vientiane (K. 368), riprende i termini dell’iscrizione di Ta Prohm e ne dà una versione per l’ospedale della regione.
Che cosa si può dire e che cosa no
- Si sa che il re fondò una rete di ospedali e che vi era associato un culto del Buddha della Medicina.
- Si sa meno come questi ospedali funzionassero nella pratica: non abbiamo registri di pazienti né descrizioni mediche precise.
- I resti di alcuni edifici sono stati individuati sul terreno, ma la maggior parte è scomparsa.
Per andare oltre
Per collocare Angkor nel viaggio del culto, si legga Dall’India al Vietnam.
Incertezze
Il numero di centodue ospedali è quello della stele; non si sa quanti abbiano realmente funzionato.
Fonti
Iscrizione K. 273 di Ta Prohm (tradotta da George Cœdès, 1906); iscrizione K. 368 di Say Fong; Wikipedia, «Arogayasala»; Angkor Database, «Bhaisajyaguru and Tantric Medicine in Jayavarman VII Hospitals».
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