Gilgit, 1931: il giorno in cui si ritrovò il sūtra in sanscrito
Manoscritti su corteccia di betulla, nascosti in un tumulo del nord del Pakistan, hanno dato al mondo la più antica versione nota del sūtra del Buddha della Medicina.

Nel 1931, vicino a Gilgit, nel nord dell’attuale Pakistan, dei manoscritti compaiono per caso in un tumulo di terra della zona di Naupur, che si ritiene sia uno stūpa. Fogli di corteccia di betulla, scritti in sanscrito, a volte in buono stato. Le autorità se ne impossessano, nel 1938 si conduce uno scavo, e si capisce presto che si tratta di una biblioteca buddhista sepolta.
Una biblioteca di montagna
Gilgit si trovava allora su un itinerario tra il Kashmir, l’Asia centrale e il Tibet. I manoscritti contengono sūtra del Grande Veicolo, testi di disciplina monastica, formule protettive. In genere si datano ai secoli VI–VII in base alla scrittura. Oggi sono conservati in India, presso gli Archivi nazionali di Nuova Delhi.
Il sūtra del Buddha della Medicina
Tra questi testi figura il Bhaiṣajyaguru-sūtra, presente in più esemplari. Nell’edizione di Nalinaksha Dutt (Gilgit Manuscripts, pubblicata a partire dal 1939) si distinguono tre manoscritti: uno di tre fogli, altri due quasi completi. Uno di essi è vicino alla versione tibetana. Per gli specialisti è una pietra miliare importante: conferma che il testo circolava in sanscrito prima delle grandi traduzioni cinesi di Xuanzang (650) e Yijing (707), e serve da base per il confronto delle versioni.
Perché se ne parla ancora
- È la prova materiale di una trasmissione lungo le vie di montagna.
- Le differenze tra il sanscrito, il tibetano e le versioni cinesi permettono di seguire l’evoluzione del testo.
- I fogli sono fragili e il loro studio continua.
Per proseguire la lettura
La storia delle traduzioni è in il sūtra del Maestro della Medicina, e l’elenco dei voti in i dodici voti in dettaglio.
Incertezze
Le circostanze esatte del ritrovamento sono raccontate in più modi; le date dei manoscritti si basano sullo studio della scrittura e restano approssimative.
Fonti
Nalinaksha Dutt (a cura di), Gilgit Manuscripts, vol. I, Srinagar, 1939; scheda «On and around the Gilgit Manuscripts in the National Archives of India» (Totetsu, rivista dell’Università Taishō); Wellcome Collection, scheda di catalogo; Open Research Repository ANU, «The Bhaiṣajyaguru-Sūtra and the Buddhism of Gilgit».
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